La raccolta fondi: aiutami a sperare in un futuro dignitoso!
- 1 giu 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 mag
Con il tuo aiuto, tutto può davvero cambiare!
Cari amici, sostenitori e persone dal cuore generoso,
Sono Alessandro, ho 31 anni, un'età in cui si dovrebbero inseguire sogni, costruire progetti, vivere a pieno ogni istante.
Sin da quando avevo 14 anni, convivo con la Spondiloartrite Anchilosante, una malattia autoimmune e degenerativa che colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni.
16 anni di indagini, visite, ricoveri, tentativi terapeutici. Ho affrontato centinaia di visite mediche, viaggiando tra gli ospedali di mezza Italia e nei centri di eccellenza specializzati per la mia condizione, provando ogni strada possibile.

Ho affrontato con determinazione tutte le terapie attualmente disponibili e supportate dalla letteratura scientifica, ma i risultati sono stati deludenti. Il mio sistema immunitario continua a non rispondere in modo adeguato.
La malattia ha continuato ad erodere le mie vertebre, creando moltissimi danni a tutti i sistemi: osteoarticolare, nervoso e muscolare. Ha trasformato la mia vita in una battaglia interminabile contro il dolore cronico e le limitazioni fisiche, spese mediche esorbitanti e importanti rinunce, impedendomi di vivere una vita come quella di molti trentenni, pieni di progetti e sogni per il futuro.
Per me, non esiste una tregua dai dolori, non esiste un rallentamento nè una remissione della malattia.
È una realtà difficile da accettare, ma il decorso della malattia è considerato irreversibile. La perdita dell’autonomia è già in atto, e la prospettiva di una sedia a rotelle o di restare allettato con atroci dolori, non è più un’ipotesi remota, ma una certezza che si avvicina ogni giorno di più.
Al momento, non esistono cure risolutive per la mia patologia, e che l’unica possibilità terapeutica è cercare di contenere il dolore.
Scrivo con l'animo colmo di speranza, ma anche con la profonda consapevolezza della mia vulnerabilità. Non avrei mai pensato di dover chiedere aiuto pubblicamente. Sono sempre stato una persona abituata a dare, non a ricevere.
Ma oggi, con umiltà e la forza della disperazione, sono costretto a rivolgermi a voi. Non è facile mettere a nudo la propria sofferenza, ma sento che la mia storia ha bisogno di essere raccontata.
Non solo per me, ma per la mia compagna, che da quasi nove anni condivide questo viaggio tormentato. Una compagna che è diventata il mio faro in questa tempesta.
Insieme, abbiamo affrontato prove che sembravano insormontabili, ma ora siamo a un bivio dove il vostro sostegno potrebbe fare la differenza tra la speranza e la resa.
A causa della gravità della mia condizione, non posso più lavorare, non posso muovermi liberamente, non posso vivere senza aiuto, e la mia compagna di vita è la mia unica fortuna, la mia roccia, la mia caregiver, è la mia unica fonte di sostegno, ed è costretta a lavorare solo part-time per starmi accanto ed aiutarmi nelle attività quotidiane.
Le nostre limitate risorse coprono però a malapena le spese quotidiane e solo alcune delle terapie di cui avrei bisogno.
PERCHÉ RACCOLGO FONDI:
Viviamo in un appartamento di proprietà di mio padre, mai ristrutturato, con gravi carenze strutturali e infiltrazioni di umidità, che ci è concesso in comodato gratuito, ed è l’unico motivo per cui possiamo permetterci di avere un tetto sopra la testa.
Il problema è che questa casa non è adatta a una persona nelle mie condizioni.
L'abitazione è fredda e umida. Gli infissi sono in ferro, ormai arrugginiti, non si chiudono del tutto e lasciano filtrare tutta l’umidità e le correnti gelate dell’inverno. In casa c’è muffa e l’umidità ha raggiunto livelli insostenibili.
Per una persona sana sarebbe già un problema. Per me, con una malattia autoimmune degenerativa, è una prigione. È un ambiente tossico che accelera il peggioramento della mia salute.
Ogni gesto, anche il più elementare e il più banale, come farmi la doccia, mi risulta impossibile, per via dei mancati ausili e delle mancate attrezzature che la mia patologia richiederebbe. L'impianto termoidraulico e parte dell'impianto elettrico vanno sostituiti, e alcuni ambienti vanno rivisti per poter recuperare spazio. I bagni necessitano di essere riposizionati per poter installare una seduta nella doccia e degli ausili per me fondamentali.
Per questo nasce la raccolta fondi: L’unica possibilità concreta che ho per migliorare sensibilmente la mia qualità di vita è una ristrutturazione parziale di questa abitazione. È l’unica soluzione possibile. Non abbiamo trovato affitti sostenibili, né alternative attraverso le case popolari.
La ristrutturazione non è per abbellirne l'estetica, nè tantomeno per lusso o per comfort: è una questione di sopravvivenza.
Questi interventi sono di fondamentale importanza per limitare i danni provocati dall’umidità e dai continui sforzi che sono costretto a fare, e di cui il mio corpo risente pesantemente.
In assenza di terapie farmacologiche efficaci, l'adattamento ambientale diventa parametro critico per mitigare la progressione
patologica.
L’OBIETTIVO:
I fondi raccolti saranno impiegati in due direzioni fondamentali:
• Spese Mediche: Coprire almeno in parte le spese mediche per le cure quotidiane (terapie fisiche, visite continue, farmaci non coperti dal Sistema Sanitario Nazionale) essenziali per il mio benessere.
• Ristrutturazione della casa: Per creare un ambiente sicuro e stabile, riadattato alle mie esigenze, dove poter vivere dignitosamente. Affrontare lavori di ristrutturazione necessari (impianti, consolidamenti, infissi nuovi, adeguamenti degli spazi) con un investimento mirato e trasparente, del quale pubblicherò preventivi e ricevute.
Con i bonus edilizi 2025-2026, posso recuperare fino al 50% di alcune spese, in detrazione fiscale. Per questo è fondamentale iniziare entro dicembre di quest’anno: dal 2027, queste agevolazioni verranno ridotte o eliminate. Per noi sarebbe la fine: non potremmo più permetterci nulla.
Per questo chiedo il tuo aiuto. Chiedo solo un aiuto concreto per riuscire ad adattare la casa alla mia disabilità, ridurre gli sforzi quotidiani e rallentare almeno un minimo l’avanzare della mia malattia.
Ogni piccolo gesto, qualsiasi importo, anche piccolo, potrebbe avere un impatto enorme sulla nostra vita.
Garantisco che ogni singolo centesimo sarà speso con cura e rispetto.
E se non puoi donare, condividi questa raccolta fondi: il passaparola è potente e importantissimo per me!
Condividi la mia storia e aiuta a diffondere questa visione: insieme possiamo trasformare la mia speranza in realtà.
So bene che oggi la diffidenza è alta. Per questo ho messo a disposizione documentazione medica, referti, foto, video delle condizioni dell’abitazione e spiegazioni dettagliate. Tutto è verificabile nella piena trasparenza.
Se desideri approfondire il mio percorso e scoprire ogni dettaglio della mia malattia e della mia lotta quotidiana, ti invito a seguire la mia pagina facebook:
e leggere tutte le informazioni sul mio sito.
Queste le attuali condizioni in cui "viviamo":



















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